L’inverno dei leoni: il sequel della saga dei Florio

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l'inverno dei leoni
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19,00€ 20,00€

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L’inverno dei leoni: il sequel della saga dei Florio
L’inverno dei leoni: il sequel della saga dei Florio
19,00€ 20,00€
Prosa efficace e personaggi accattivanti
Storia accurata e ben documentata
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Ci sono libri dove il confine tra realtà storica e finzione letteraria diventa davvero sottile. L’inverno dei leoni di Stafania Auci è proprio uno di questi. Il secondo volume della saga dei Florio è pure quello conclusivo. Uscito il 24 maggio 2021 scala le classifiche dei book store e promette faville.

Il primo capitolo, I leoni di Sicilia, risale al maggio del 2019. Resta tutt’ora un vero e proprio caso editoriale nazionale e non solo. Il testo infatti vanta oltre 30 traduzioni in altrettanti paesi. Conta più di 700mila copie vendute soltanto in Italia. L’inverno dei leoni è disponibile in formato kindle e con copertina flessibile.

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Trama de L’inverno dei leoni

A soli 29 anni Ignazio Florio prende le redini della famiglia. L’eredità di quell’impero spazia ora dal campo edile a quello tessile, da quello ittico ai trasporti. Il suo nome è ammirato, invidiato e pure temuto. Lui invece non ha paura di nessuno. È ambizioso e la sola Sicilia ormai non gli basta più.

Il suo sguardo spregiudicato infatti mira verso Roma, ai palazzi del potere. Si vede già protagonista nelle corti d’Europa. Infine brama il controllo totale del commercio nelle Egadi. Tutto questo però ha un prezzo, cioè la rinuncia al vero amore. Tuttavia quel caro tributo sarà un rimorso che lo consumerà fino alla fine. Il passato è glorioso, il presente sfolgorante, il futuro è però incerto.

Lo è per via di Ignazio Junior che con quel cognome addosso si sente soffocare. Lui non è come suo padre e pure i tempi non sono gli stessi. All’orizzonte ci sono i movimenti operai e la Grande Guerra, che rappresenteranno l’arrivo de l’inverno dei leoni di Sicilia. Questo è ciò che accade fuori, a cui inoltre si aggiungono le “cose di casa”.

Infatti a rubare spesso la scena ai due uomini sono le rispettive mogli. C’è la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona, sposata da Ignazio per colorare di blu il sangue dei Florio. Lei è algida e severa ma pure instabile e fragile. Franca Jacona della Motta di San Giuliano è la moglie di Gnazziddu.

Quest’ultima invece è passionale, bellissima e volitiva. Detta “La Regina di Palermo” è una vera e propria icona della Belle Epoque sicula. Saranno così i mutamenti politici e sociali a riempire il proverbiale vaso. Però a farlo traboccare contribuiranno i drammi personali e i tradimenti.

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Saghe familiari: un evergreen infallibile

Le saghe familiari sono un evergreen amato da molti. Si tratta di un genere che cattura perché ricco di sottotrame. Dalla tv alla carta stampata, da Beautiful a Cent’anni di solitudine ce ne è per tutti i gusti. Dà una considerevole libertà creativa ed è pure un astuto espediente editoriale.

La storia ha tante pagine affascinanti. Tuttavia da sola spesso non basta a destare curiosità e tenere viva l’attenzione. Serve infatti la giusta strategia di marketing per renderla un po’ meno ostica e più avvincente. Questo è esattamente l’obiettivo e la tecnica usata ne L’inverno dei leoni.

Così come il primo, pure il secondo volume della saga dei Florio parla degli eventi del Belpaese tra ‘800 e ‘900. Ripercorre cambiamenti ed evidenza contraddizione politiche e sociali di un’epoca. Il tutto fa da sfondo alle vicende umane dei protagonisti. In pratica gli avvenimenti sono la pietanza principale. Però il “condimento” di intrighi, amori, tragedie ed emozioni conferisce il vero sapore.

Da questo punto di vista la letteratura vanta una lunga tradizione di capolavori. C’è ad esempio la serie Cazalet di Elizabeth Jane Howard, I Buddenbrook di Thomas Mann o I Malavoglia di Giovanni Verga. In pratica la lista è sconfinata, e adesso si aggiunge pure la dilogia di Stefania Auci.

I due libri dell’autrice trapanese descrivono perfettamente la voglia di affrancarsi dalla povertà e lo spirito di sacrificio. Ogni pagina restituisce bene la forza dei personaggi ma pure le loro debolezze. Grazie all’uso sapiente dello stile della fiction, quel passato lontano diventa attuale e vicino.

Non si tratta di semplice intrattenimento ma di vero arricchimento. Infatti l’epilogo porta con sé la stessa sensazione di appagamento di un bel film o di uno spettacolo. Però si ha pure la certezza di aver “compreso e appreso” qualcosa di nuovo e inaspettato.

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L’inverno dei leoni, l’estate dei lettori

l'inverno dei leoni

Quest’opera sarà di certo tra le più gettonate sotto l’ombrellone. L’inverno dei leoni è un sequel, di conseguenza è inevitabile il paragone con primo capitolo. Alcuni lettori trovano il secondo volume della saga dei Florio meno ispirato e riuscito. Eppure qui ci sono le risposte tanto attese.

Questa è la parte che spiega perché una famiglia così potente passa dalle stalle alle stelle, e poi nuovamente alle stalle. Sarebbe diverso se L’inverno dei leoni fosse uscito come inizio e l’altro come prequel? Purtroppo questa è una domanda che non avrà mai una risposta.

Ci sono però anche molti estimatori che apprezzano lo stile snello e coerente. Inoltre piace la capacità della Auci di coniugare la realtà dei fatti con il loro sviluppo creativo. Tutto merito di un maniacale lavoro di ricostruzione delle fonti. L’autrice infatti attinge a biografie, monografie, saggi, interviste, articoli e altro utile alla completezza dell’opera. Il risultato è dunque la degna chiusura di un’unica grande storia.

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La saga dei Florio 2 o “bis”?

Dopo l’enorme successo de I leoni di Sicilia le aspettative erano alte, forse pure troppo. Per molti infatti L’inverno dei leoni rappresenta una delusione. In pratica è il pallido ricordo di un capolavoro. Il motivo che spinge alla lettura è solo la curiosità di concludere la serie. Tuttavia il contenuto è lungo e noioso. Si tratta di un testo ripetitivo che replica le logiche del precedente.

Altri invece lo descrivono come una stupenda storia con sfumature di leggenda. Si tratta di una epopea appassionante ancora viva dopo quasi un secolo. La scrittura ben cesellata e mai banale la rende ancor più ricca e interessante. Inoltre il racconto è così immersivo da riportare l’atmosfera esatta dell’epoca. I personaggi sono ben tratteggiati. La penna della Auci ne rivela lo spessore psicologico e l’impronta emotiva. Per finire ciò che incanta sono le descrizioni dei luoghi e delle ambientazioni. La scrittrice restituisce bellezza e dignità ad una Palermo ruggente e struggente.

E adesso che fai? Arrivi fino alla fine dell’articolo e non leggi pure il libro? Ah ecco, ci pareva strano! Allora appuntamento tra 688 pagine, ci vediamo qui sotto nei commenti. Puntuale eh?!

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