L’amica geniale 1: una storia emozionante

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l'amica geniale
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L’amica geniale 1: una storia emozionante
L’amica geniale 1: una storia emozionante
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Racconto avvincente e struggente
Storia suggestiva ed allegorica
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Cosa rende i libri famosi? Forse il non smettere mai di collezionare lettori dal momento in cui vengono pubblicati. L’amica geniale 1 è proprio così. Il romanzo di Elena Ferrante, uscito nel 2011, ha una vita editoriale alquanto singolare.

È partito in sordina, attirando l’attenzione del grande pubblico solo 7 anni dopo. Tutto merito dell’adattamento televisivo prodotto in partnership da HBO e Rai Fiction. A curare la regia, Saverio Costanzo e Alice Rohrwacher.

Protagoniste sono Elisa Del Genio e Ludovica Nasti (Elena e Lila bambine). Ad interpretarne i ruoli da adolescenti sono Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Con oltre 230mila copie vendute è il best seller della stagione letteraria 2018.

L’amica geniale 1 è il primo capitolo di una tetralogia. La serie prosegue con: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta. Dopo 9 anni dalla prima edizione il ciclo di racconti vanta circa 40 traduzioni.

Le sole copie cartacee superano i 10milioni di unità. Il volume è disponibile in formato kindle, audiolibro integrale, copertina rigida e flessibile. Ne esiste anche la versione “cofanetto completo”, con rilegatura in pelle.

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L’amica geniale 1: trama con spoiler

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Nella periferia di Napoli vivono due bambine, Elena detta Lenù e Raffaella detta Lila. Sono molto diverse, nell’aspetto e nel temperamento. Però hanno in comune una mente sveglia e il desiderio di imparare. Le unisce anche il sogno di affrancarsi dalla dimensione gretta e spesso violenta del quartiere.

Nasce tra loro un’amicizia molto forte. Trascorrono insieme l’infanzia e l’adolescenza, tra esperienze, confessioni e progetti. Dopo le elementari le loro strade sembrano separarsi. Lila è figlia di un modesto calzolaio. La sua famiglia è troppo povera per mantenerla a scuola.

Invece Lenù è un po’ più fortunata, suo padre è impiegato comunale. Così potrà proseguire fino ad arrivare al ginnasio. Nonostante ciò Lila non si arrende e continua a studiare da autodidatta. Legge libri in biblioteca e impara tutto il possibile da Elena, che lei ama chiamare “l’amica geniale”.

Costretta a lavorare per aiutare i suoi, mostra talento anche in negozio. Usa la sua creatività per confezionare modelli di calzature nuove e originali. Le vite delle due ragazze, anziché allontanarsi, continuano a incrociarsi, e nascono a volte delle rivalità. Il loro rapporto si fa più difficile ma anche più profondo. Tutto anche a causa delle prime complicazioni amorose.

Sullo sfondo c’è sempre la voglia di risollevarsi di un Paese colpito dalla guerra. Sulle tante e piccole esistenze del rione, ogni tanto si allunga l’ombra della criminalità. Di questo ambiente fa parte Don Achille, persona temuta e rispettata nella zona. Morirà assassinato, e il vuoto di potere sarà colmato dai fratelli Marcello e Michele Solara.

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Spoiler

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Elena, grazie alla scuola, prosegue il suo cammino. Ha una  possibilità di lasciare quella vita fatta di diritti, “doveri di nascita”, paura e povertà. Lila nonostante gli sforzi è sempre più imprigionata da un destino già scritto. Per sfuggire alle invadenti attenzioni di Marcello Solara, si lega a Stefano Cerracci, figlio del defunto Don Achille.

A soli 16 lo sposerà, credendo che il matrimonio sia una via d’uscita. Tuttavia la sua scelta si rivelerà infelice, perché la renderà succube di un uomo violento. L’opportunità per una nuova indipendenza, sarà solo un’altra forma di sottomissione.

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L’amica geniale 1: guida alla lettura

Il racconto comincia nel presente, con il figlio di Lila che contatta Elena per avvisarla che sua madre è sparita. Da questo punto in poi la voce narrante è quella di Lenù. Lei, ormai anziana, narra la storia che si snoda in oltre 50 anni.

Come molti libri famosi, L’amica geniale 1 è multidimensionale. Il contesto locale è lo specchio di un territorio e di un intero paese. I piccoli mutamenti riflettono quelli grandi e storici. Altra particolarità è il costante cambiamento di marcia nella narrazione, prima lenta e poi veloce.

Ciò è metafora di quello che accade nella vita reale. La lunga e lenta quotidianità si spezza con brevi e veloci novità. Al centro di tutto c’è un’amicizia complessa come solo questo sentimento sa essere. Si tratta di un legame potente, cangiante, fatto di bene e di male.

Il caleidoscopio di personaggi che ruota intorno alle figure di Lila e Lenù, racconta tutti i colori di quella realtà. In primo piano ci sono sempre loro due. Elena: tranquilla e riflessiva. Lila: sfrontata, coraggiosa, quasi incosciente. L’una più obbediente e desiderosa di compiacere il mondo degli adulti. L’altra più ribelle con la voglia di farne parte ma alle sue condizioni.

Insieme sentono l’esigenza di superare limiti e allargare i propri orizzonti. A modo proprio, ognuna ha sprezzo per le regole non scritte della comunità di cui fanno parte. Un luogo dove ognuno deve stare al suo posto, dove c’è miseria materiale e morale.

Nel loro “piccolo stagno” gli equilibri sono sempre labili. Si alternano dramma e commedia, tristezza e felicità. La cultura è l’unico strumento per forzare le catene dell’ignoranza e della paura.

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Lila: coprotagonista o antagonista?

libri interessanti

Il titolo del romanzo (L’amica geniale 1) si riferisce al modo con cui Lila chiama Lenù. In realtà sono entrambe brillanti, anche se in modi diversi. A tratti è proprio la prima ad essere quella dotata di vero talento. La seconda deve impegnarsi di più per stare al suo passo.

Hanno caratteri differenti e spesso in rotta. Si urtano e si allontanano, ma poi si cercano e si riavvicinano, tra competizione e compensazione. Sono parti incompiute di una sola persona completa.

È qui che la Ferrante mostra tutte le sfaccettature dell’amicizia. Si tratta di un legame fatto non solo di complicità e affetto ma anche di attrito e spesso di invidia. In ogni caso, l’una serve all’altra come stimolo per crescere e migliorare.

Non sempre nel modo giusto, non sempre con successo. Il tutto è un costante tentativo di arrivare ad un’affermazione di sé. È un rapporto contorto e a volte ambiguo. Non è del tutto chiaro se Lila sia la coprotagonista o piuttosto l’antagonista.

Il solo fatto che ci sia rende a volte più dura la vita di Elena. Però se non ci fosse, non esisterebbe nemmeno Lenù. Dopo tutto, forse, si tratta soltanto di un rapporto così unico da rendere inutile e riduttiva qualunque etichetta.

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L’opinione dei lettori

Il giudizio positivo su L’amica geniale 1 non è così plebiscitario come si pensa. Sono in tanti quelli fuori dal coro. Anzi in verità si tratta di un vero e proprio coro a parte. Spesso le critiche ai libri famosi sono frutto del gusto di andare semplicemente controcorrente.

Molti adorano passare ai raggi x un testo. Lo scopo è quello di trovare difetti che magari sono sfuggiti ad altri. Non è questo il caso. I detrattori muovono commenti ben argomentati. Tra i principali c’è chi evidenzia l’errore di aver frammentato troppo la storia.

L’autrice ha realizzato una saga con materiale buono per uno o al massimo due libri interessanti. Qualcuno poi sottolinea la mancanza di vera originalità. Infatti la trama sembra ispirata da altri due libri famosi della letteratura contemporanea.

Il primo è La storia di Elsa Morante. Il secondo è il più recente Acciaio di Silvia Avallone. Questi giudizi ovviamente si riferiscono solo a una parte dei lettori. Il successo e l’entusiasmo che ruota intorno al romanzo, parla da solo.

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L’amica geniale 1: cominciamo dal finale

Alcuni lettori parlano di elementi negativi, o più precisamente di non completamente positivi. Si comincia dal finale. Nei libri famosi che fanno parte di una saga, ciascuno deve avere una chiusura. L’amica geniale 1 si sviluppa in modo da spingere a comprare il secondo volume.

Questo puerile espediente di marketing, neppur ben celato, fa scadere il valore letterario dell’opera. Nonostante lo stile scorrevole, la Ferrante non resiste alla tentazione di filosofeggiare  troppo. Molte riflessioni ed elucubrazioni vanno spesso fuori tema. Un simile stile non è adatto allo schema dei libri di narrativa neorealista.

Per altri il romanzo è così bello che una volta iniziato il viaggio non si torna più indietro. L’epilogo non è incompiuto ma semplicemente “aperto”. Il primo volume termina esattamente come accade nella vita vera. Si verifica cioè un nodo cruciale della trama, che poi può assumere qualunque risvolto.

La scrittura è appassionante è sincera. La prosa essenziale è il racconto puntuale e autentico di un’epoca e di un’amicizia. Si tratta di un’opera di grande valore che crea una “sana dipendenza”. Descrive tutta la bellezza che c’è nell’imperfezione dei sentimenti umani. Le sue parole profonde e delicate lo rendono uno dei libri più belli di sempre.

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Storia di amicizia e napoletanità

libri di narrativa

C’è chi evidenzia l’equilibrio incostante dell’opera. Momenti colorati si alternano a vicende inconsistenti. La qualità scade ad esempio quando comincia la cronaca delle schermaglie sentimentali. Queste ultime sono molto infantili e non arricchiscono la trama.

Il tanto osannato rapporto di amicizia, in realtà nasconde un legame morboso e tossico. Lenù è la vittima e Lila la carnefice. Elementi come affetto e lealtà restano nascosti o sembrano marginali. Spiccano di più l’invidia e un’altalena di amore e odio.

Ci sono altri libri famosi che trattano l’argomento in modo più fedele e calzante. Anche la napoletanità resta sfocata, nonostante l’ambientazione e l’uso del dialetto.

Diversa è l’analisi fatta da altri lettori. Napoli è sempre sullo sfondo ma non è ingombrante. Qui sta l’abilità della scrittrice. La storia raccontata ne L’amica geniale 1 potrebbe accadere in qualunque realtà popolare italiana.

I luoghi e i sentimenti sono descritti benissimo. Il mondo interiore è tangibile e concreto quanto quello esterno. La vera amicizia non è fatta solo di luce ma anche di oscurità. È una condizione emotiva in costante evoluzione. Dipingerne solo la nobiltà sarebbe ipocrita e inverosimile. Proprio per la sua autenticità, quello della Ferrante è uno dei migliori romanzi di narrativa mai scritti.

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I personaggi: colonna portante dei libri famosi

C’è chi si è praticamente smarrito tra le troppe figure che compaiono nel racconto. Molte sfuggono anche perché non ben caratterizzate. Da questo punto di vista L’amica geniale 1 è abbastanza deludente. Si tratta di un fenomeno letterario gonfiato ad arte.

Alcuni personaggi danno un affresco macchiettistico della realtà Campana. Hanno ruoli stereotipati e banali. Tante descrizioni e situazioni collaterali annacquano la densità e l’intensità della storia.

Tutto qui? Assolutamente no. Infatti una folla acclamante di fan è in profondo disaccordo con questa versione. I personaggi sono così reali da sembrare vivi. Durante la lettura si soffre e si gioisce con loro.

Sono tratteggiati con la maestria di cui solo una grande scrittrice è capace. La loro parte nella trama non è mai scontata. Anche le comparse hanno una propria personalità.

Sempre attenti a indicarti i migliori e i libri famosi di sempre da leggere, anche stavolta teniamo fede al nostro impegno. Il suggerimento di oggi è L’amica geniale, un romanzo davvero sorprendente. Quando avrai finito, ovviamente non mancare a lasciarci un commento.

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