La canzone di Achille: recensione libro di Madeline Miller

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La canzone di Achille: recensione libro di Madeline Miller
8.5

12,35€ 13,00€

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La canzone di Achille: recensione libro di Madeline Miller
La canzone di Achille: recensione libro di Madeline Miller
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Punto di vista inedito di un classico senza tempo
emozionante e ben documentato
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la canzone di achille

Oltre la vicenda di Elena e Paride, oltre la stessa Guerra di Troia c’è di più. La canzone di Achille di Madeline MIller è il racconto del legame tra il semi dio e il troppo umano Patroclo. Questa è la prima opera dell’autrice che nel 2012 conquista l’Orange Prize. In Italia se ne trovano 2 diverse edizioni.

La prima risale al 2013, pubblicata dalla Sonzogno. La seconda è del 2019, diffusa da Marsilio. Entrambe le versioni hanno traduzione curata da Maura Parolini e Matteo Curtoni. I formati disponibili sono quello kindle e il tradizionale con copertina flessibile. Il romanzo è tra i primi titoli sui principali book store, in narrativa, saghe mitologiche e leggende.

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Trama del libro La canzone di Achille prima parte

Figlio rinnegato del re Menezio di Oponte, Patroclo si trova in esilio a Ftia. Qui conosce Achille, figlio del re Peleo e della ninfa Teti. La sua natura sovrumana traspare dalla bellezza e dall’abilità nel combattimento. Tra i due ragazzi nasce una profonda affinità che diverrà un forte sentimento.

Il loro primo bacio sembra però già un addio. Il “pelide” infatti lascerà il regno per addestrarsi con il centauro Chirone. Patroclo, che ormai non vive senza di lui, lo seguirà. Gli anni di tirocinio sul monte Pelio saranno i più felici per loro. È li che esprimeranno ciò che provano l’uno per l’altro.

Tuttavia questo bel sogno avrà un brusco risveglio. Peleo infatti li richiamerà a Ftia. In seguito al rapimento di Elena di Sparta, il marito Menelao e suo fratello Agamennone muoveranno guerra a Troia. Achille però non vuole unirsi all’armata. Si nasconde così a Sciro su consiglio della dea Teti.

Una profezia afferma che il semidio morirà sotto le mura di “Ilio” uccidendo Ettore. Patroclo lo ritrova. Purtroppo ci riuscirà pure Ulisse. Secondo lo stesso presagio quegli eventi consacreranno per sempre la gloria di Achille. Invece, se non parteciperà al conflitto il suo nome sarà dimenticato.

Per l’eroe greco l’oblio è peggio della morte, quindi accetta. Per amore di Patroclo però ingannerà il fato evitando l’incontro con il più forte guerriero troiano. Spinto dal compagno reclama per sé molte schiave per salvarle dalle violenze dei soldati. Tra queste c’è pure Briseide.

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Trama seconda parte

la canzone di achille

A causa di continui affronti tra Agamennone e Achille, il principe di Ftia smette di combattere. Tuttavia la difesa dell’onore , ancora una volta lo richiamerà all’ordine. Patroclo allora propone di indossare la sua armatura e fingersi lui nella mischia. Lo stratagemma svierà il destino che incombe su di lui. Inoltre infonderà coraggio nei commilitoni e paura nel cuore dei troiani.

Il trucco funziona, tuttavia Patroclo si imbatte in Ettore che lo uccide credendolo Achille. Folle di dolore quest’ultimo si vendica massacrando l’assassino del suo amato. La profezia così si compie. Stanco di sfuggire al volere degli dei, il pelide si lascia uccidere da una freccia scagliata da Paride.

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A condurre l’esercito arriva Neottolemo, il figlio che Achille ha avuto dalla principessa di Sciro. Con “lo stratagemma del cavallo” i Greci espugnano Troia e vincono. L’ultimo atto dell’indegno erede del semidio è impedire l’incisione del nome di Patroclo sulla lapide di suo padre.

Senza adeguata sepoltura il suo fantasma vagherà in eterno sulla spiaggia di Ilio. Teti, addolorata per il figlio, sente finalmente pietà per colui che lo ha amato in vita e continua ad amarlo nella morte. Infatti cerca consolazione proprio in Patroclo, chiedendogli di condividere i suoi ricordi.

Così l’epilogo coincide con l’inizio de la canzone di Achille. Questo è il racconto di ciò che la dea ha guardato ma non ha visto. Teti si commuove davanti a tanto amore e lealtà. Incide il nome del figlio rinnegato di Menezio sulla tomba del proprio. I due si ricongiungeranno nell’Ade per stare insieme per sempre.

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La canzone di Achille…con la voce di Patroclo

Patroclo, spesso ritenuto un personaggio secondario, stavolta è il protagonista. Ci si pensa come a “quello ucciso per sbaglio da Ettore”. Tuttavia è pure la ragione de “l’ira di Achille”. La vera natura del loro rapporto è ancora oggetto di controversie tra gli studiosi. C’è chi tira in ballo la cosiddetta “pederastia pedagogica” esistente in molte società dell’antichità. Per altri invece è puro amore.

Nel suo libro, Madeline Miller offre proprio questa seconda interpretazione. Tra i due c’era certo una passione virile. La fonte però era un affetto profondo e indissolubile. Il semidio era ammirato e temuto da tutti. Però in sostanza era molto solo. Patroclo è l’unico in grado di illuminare quella oscurità interiore. Per questo motivo La canzone di Achille ha come voce narrante proprio la sua.

Perché in fondo solo lui lo conosceva davvero. Con questo artificio letterario il lettore è allo stesso tempo spettatore e protagonista. C’è pure la consapevolezza dei due di avere un tempo limitato insieme. Quindi le loro anime si scelgono due volte. La prima è quando si conoscono. La seconda è quando capiscono che non avrebbero mai dovuto conoscersi.

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L’opinione dei lettori

Dal punto di vista della trama La canzone di Achille rispecchia quella del poema omerico. Mancano  licenze come in Troy con Brad Pitt, Erica Bana, e uno Sean Bean che una volta tanto non muore! Il bello è in un certo senso ritrovare un mondo smarrito dietro i banchi di scuola. È un po’ un azzardo misurarsi con certi capolavori. Però il successo dell’opera mostra che certe sfide vanno raccolte.

La Miller lo fa con un “rischio calcolato”. Infatti la storia è romanzata, però c’è molta precisione e ricchezza dei dettagli. In pratica il libro non è una banale fantasy ispirato alla mitologia greca. C’è pure tanta ricerca e approfondimento delle informazioni. Lo stile fresco e agile rende però tutto più scorrevole e meno pesante. Ci sono tutti i fatti salienti, nonostante facciano solo da sfondo.

Tra i paragoni più singolari c’è quello tra La canzone di Achille e Twilight. Infatti per alcuni lettori il rapporto di dipendenza emotiva tra Patroclo e Achille è simile a quello tra Bella ed Edward. Al di là di questa ed altre riflessioni critiche, il testo piace perché offre un punto di vista inedito. In sostanza è avvincente come un romance però pure istruttivo come un volume di storia.

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Se l’Iliade diventasse un “Young Adult”

trama la canzone di achille

Le critiche colpiscono prima di tutto il rimo narrativo disomogeneo. L’autrice sceglie male cosa raccontare e come. Alcuni episodi marginali occupano interi capitoli. Invece altri eventi rilevanti sono trascurati. Per finire le tante sottotrame non hanno buoni collegamenti con quella principale.

Bastano poche pagine per sprofondare nella noia. L’uso di metafore ed eufemismi è così gratuito da risultare insopportabile. Un pilastro della letteratura mondiale diventa un libro “Young Adult”. Le emozioni sono rare e la prosa è sciatta. Le forzature introdotto snaturano il flusso della storia.

Leggere La canzone di Achille è come innamorarsi. Simili slanci abbondano tra quelli folgorati dal talento della Miller. Il suo romanzo è commovente e travolgente. Ogni parola lasciata sulla carta è come scolpita. Impossibile dimenticare le sensazioni di questo piccolo capolavoro contemporaneo.

Inoltre è straordinario scoprire come una vecchia strada possa condurre a nuove destinazioni. Le sfumature di quegli uomini, reali o leggendari, li rendono ancor più affascinanti. Dopo 2500 anni la Guerra di Troia dà ancora spunti, ispirazioni e soprattutto emozioni.

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La canzone di Achille: quando semidio vuol dire pure semiumano

Quando si rivisita una trama nota, la caratterizzazione dei personaggi è la chiave dell’originalità. Purtroppo per alcuni, Patroclo e Achille della Miller sono distanti e bidimensionali. Il primo è un adolescente insicuro e petulante. Il secondo si muove “secondo copione” senza farsi domande.

Non si empatizza con loro. Sembrano incoerenti e stereotipati. I dialoghi sono troppo moderni e fuori contesto. Il desiderio di attualizzare le atmosfere crea infatti delle evidenti stonature. Il risultato è deludente e finto. L’accento sulla “love story” dei due rende un po’ atono tutto il resto.

Il merito dell’autrice, per altri, è esporre i protagonisti alla luce del sole. Ci sono i loro pregi e difetti, uguaglianze e differenze, punti forti e deboli. È straordinario il modo in cui descrive la loro evoluzione come individui e compagni di vita. La canzone di Achille è un’opera intima e vera.

La narrazione è potente ma delicata. Prima, durante e dopo la Guerra di Troia c’è l’esperienza di due esseri umani. È il racconto di una relazione profonda, senza pudore ma pure senza morbosità. La bravura sta nel descrivere due eroi con sensibilità senza intaccare minimamente la loro virilità.

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Il mito della porta accanto

Insistere troppo sull’omosessualità dei protagonisti a qualcuno pare inopportuno e fastidioso. Inoltre la scrittrice indugia nel descrivere scene romantiche come nei peggiori romanzetti rosa. Infatti sono più efficaci i momenti di azione delle battaglie che l’introspezione dell’intimità.

Il testo manca di reali invenzioni creative ed è pieno di inesattezze. Il suo stile non è semplice ma semplicistico. Molto meglio alternare il punto di vista degli eroi o utilizzare la terza persona. La canzone di Achille è adatto a chi non ha mai letto l’Iliade e non ha intenzione di leggerla.

Al contrario, c’è chi trova il libro della Miller denso e ben argomentato. La sua prosa è leggera e sensuale. Il prodotto è un testo corposo eppure snello. L’autrice si distingue per un registro narrativo incisivo e ricercato. Tra le sue doti vi è quella di creare atmosfere intense ed evocative.

Sebbene si tratti di un’opera prima il contenuto è già maturo. Lo dimostra il mosaico di dettagli che si incastrano perfettamente. Il tema e l’ambientazione sono lontani nel tempo. Nonostante ciò il racconto ha un che di vicino e di familiare. La mitologia non è mai stata così alla portata di tutti.

Di certo ora ti è venuta voglia di guardare la famosa pellicola diretta da Wolfgang Petersen. Ok per stasera va bene, però domattina corri in libreria. Intanto c’è un’altra cosa che puoi fare subito, lasciarci un commento!

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La canzone di Achille

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