Io uccido: l’esordio di Giorgio Faletti

0
giorgio-faletti
8.5

6,70€ 7,90€

Best deal at: amazon.itAmazon.it
Io uccido: l’esordio di Giorgio Faletti
Io uccido: l’esordio di Giorgio Faletti
6,70€ 7,90€
Coinvolgente e dall'ottimo ritmo
Scorrevole e leggero nonostante il testo voluminoso
SaveSavedRemoved 0

Sei convinto che solo gli autori stranieri sappiano scrivere degli ottimi libri gialli? Io uccido ti farà di sicuro cambiare idea. Provare per credere.

Indovinello: se un giallo si tinge di rosso chi può mettere tutto nero su bianco? Uno è certamente il compianto Giorgio Faletti. L’indimenticato comico, attore e cantautore, aveva più di un talento. Tra questi l’abilità narrativa, usata proprio nel suo romanzo d’esordio.  

Per descriverlo come artista sono stati spesso usati aggettivi come “eclettico” o “poliedrico”. Infatti c’è bisogno di grande versatilità per passare dal Drive In a San Remo. L’abilità camaleontica gli ha permesso di spaziare dalla musica al cinema, approdando sulla carta stampata.

La sua capacità è stata quella di affrancarsi dai vecchi ruoli, senza mai rinnegarli. Per passare da personaggi come Vito Catozzo a “Minchia Signor Tenente” bisogna essere in gamba. Solitamente si usa l’espressione “prova d’attore”.

Io uccido di Faletti è stata invece una significativa “prova d’autore”. Successivamente ne sono scaturite altre 9, di cui 3 pubblicate postume. Altrettanti racconti e libri brevi sono stati prodotti poi dal 2005 al 2012. La sua opera prima è disponibile in formato Kindle, audiolibro, copertina rigida e flessibile.

Libri gialli consigliati da noi

Se provi a cercare su Google “migliori libri gialli”, in copertina ti usciranno circa 50 risultati. Nemmeno a dirlo, tra tutti quei titoli c’è anche Io Uccido di Giorgio Faletti. Come d’abitudine, prima di passare al piatto forte eccoti un piccolo antipasto.

Abbiamo raccolto un elenco ridotto di 25 romanzi gialli tra i più rappresentativi di sempre. Noterai che ci sono anche autori italiani. Puoi fidarti, non è campanilismo. C’è solo la consapevolezza di aver riunito il top del top.

  • La Talpa di John Le Carré
  • Il Nome della Rosa di Umberto Eco
  • L.A. Confidential di James Ellroy
  • L’Uomo della Pioggia John Grishan
  • L’Amore Bugiardo di Gillian Flynn
  • La forma dell’acqua di Andrea Camilleri
  • Il postino suona sempre due volte di James Cain
  • Il grande sonno di Raymond Chandler
  • Il lungo addio di Raymond Chandler
  • Assassinio sull’Oriente Express di Agatha Christie
  • Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris
  • Gorky Park di Martin Cruz Smith
  • La pietra di luna di Wilkie Collins
  • Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson
  • Il suggeritore  di Donato Carrisi
  • I Delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe
  • Il Segno dei Quattro di Arthur Conan Doyle
  • Il falcone maltese di Dashiell Hammett
  • Il porto delle nebbie di Georges Simenon
  • Rebecca, La Prima Moglie di Daphne Du Maurier
  • Quer Pasticciaccio Brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda
  • Sconosciuti in treno di Patricia Highsmith
  • Il senso di Smilla per la neve di Peter Hoeg
  • Il talento di Mr. Ripley di Patricia Highsmith
  • Doppia verità di Michael Connelly

Trama di Io uccido

io uccido giorgio faletti

È piena estate a Monte Carlo. Il famoso paradiso fiscale si prepara all’ennesima bella stagione all’insegna di gossip e gioco d’azzardo. Un duplice omicidio scuote la tranquillità della città monegasca. Si tratta del campione di formula uno Jochen Welder e della famosa scacchista Arijane Parker, sua fidanzata.

I corpi sfigurati dei due vengono rinvenuti a bordo dello Yacht del pilota. L’assassino ha firmato la sua opera scrivendo in un messaggio le parole “Io uccido”. Quella stessa sera durante una diretta radio, il dee-jay Jean-Loup Verdier ha ricevuto una telefonata in cui veniva proprio annunciato un omicidio. La voce all’apparecchio si presenta come “Uno e Nessuno”.

La chiamata viene archiviata come lo scherzo del solito mitomane. Però dopo il ritrovamento dei corpi l’episodio assume tutt’altra prospettiva. Il caso viene affidato al commissario della Sûreté Publique, Nicolas Hulot. Ad affiancarlo c’è l’agente dell’FBI Frank Ottobre. Quest’ultimo è in congedo temporaneo dopo il suicidio della moglie.

Dall’America arriva l’influente e temibile generale Nathan Parker, padre di Arijane. Gli fa da scorta il fedele braccio destro Ryan Moss. La tragica morte della ragazza è però solo un pretesto. Lui, uomo potente ed ambiguo, nasconde ben altri intrighi e segreti.

Appare chiaro fin da subito che si ha a che fare con un serial killer. Il maniaco coinvolge Jean-Loup e la polizia in un folle e sadico gioco. Ad ogni telefonata darà un indizio celato in una canzone da indovinare. Gli enigmi verranno purtroppo decifrati sempre troppo tardi.

Ad aiutare nelle indagini c’è anche Pierrot. Si tratta di un ragazzo autistico che conosce tutto di musica. Riuscirà questa singolare squadra a fermare “Nessuno”? E quali sono le reali motivazioni che lo spingono a uccidere?

Cosa ne pensano i lettori

romanzi gialli

A prescindere dal giudizio, Io uccido è stato uno dei libri gialli più letti degli ultimi anni. I 4 milioni di copie della tiratura la dicono già lunga. Lo conferma anche il gran numero di recensioni che abbiamo trovato sul web.

Alcuni critici lo hanno stroncato, altri lo hanno osannato. Però anche senza scomodare “gli esperti”, pure l’opinione del pubblico è stata molto divisa. Chi non si aspettava nulla è rimasto piacevolmente stupito. Chi si aspettava troppo ha incassato un’amara delusione.

In pratica, nel bene o nel male, Io uccido è diventato un vero caso editoriale e letterario. Il comune denominatore è stata la curiosità di scoprire un Giorgio Faletti inedito. Altro elemento che ha messo tutti d’accordo è stata la location piuttosto inusuale.

Scrittori stranieri e nostrani hanno sempre ambientato le loro storie in città iconiche. L’artista di Asti ha utilizzato invece il Principato di Monaco. La scelta è apparsa originale e alquanto efficace. In aggiunta da sottolineare è la trovata delle sezioni di intermezzo denominate “Carnevale”.

Praticamente dei salottini d’attesa prima di ogni capitolo. Qui l’autore si è sbizzarrito con ottimi esercizi di stile narrativo. Infine è stato evidente a tutti l’appello a numerose idee e generi piuttosto sfruttati.

Prima fra tutte l’idea del misterioso interlocutore alla radio. Presa più o meno inconsapevolmente da “Una voce nella notte” di Armistead Maupin.

Da Faletti a Follet c’è di mezzo il mare…anche se

Il paragone tra Faletti e altri giganti del mondo letterario ha fatto storcere il naso a parecchi. Sugli scaffali dei libri gialli c’è di peggio, ma sicuramente anche di meglio. L’idea di base era buona ma è stata sprecata a causa dell’immaturità di chi l’ha scritta.

Ognuno deve fare il proprio lavoro. Per molti Faletti è un po’ la versione di Beppe Grillo per la politica. Avrebbe cioè dovuto continuare a fare il comico. Dal punto di vista dello sviluppo della trama Io uccido sembra poco verosimile e forzato. Le battute ad effetto, messe per alleggerire, sono sembrate solo stonature.

Qualcuno ha azzardato che sarebbe potuto essere un discreto testo con la metà delle pagine. Come se non bastasse l’assassino viene rivelato troppo presto. Inoltre la spiegazione psicologica sulle motivazioni del killer è un po’ improvvisata.

Le banalità e le incongruenze sono errori in cui solo un dilettante può cadere così facilmente. Ci vuole mestiere ed esperienza per padroneggiare i meccanismi chiave dei libri gialli.

Dopo la “verdura” passiamo al dessert. Altri lettori hanno definito Io uccido emozionante fino alla fine. Lo stile è agile ed accessibile, migliore di molti altri best-seller d’oltre oceano. La forza del libro è tenere viva l’attenzione senza stancare.

Sono quasi 700 pagine che volano via con una rapidità incredibile. La trama è intelligente ed appassionante. Le parole riescono ad avvolgere e travolgere senza via di scampo. Si tratta di un’opera che tiene tranquillamente testa a molti classici del genere.

A volte bisogna abbandonare i propri preconcetti se si vuole scoprire qualcosa di bello. Solo mantenendo la mente aperta si può restare piacevolmente stupiti. Il racconto va considerato come un esperimento coraggioso che ha avuto ragione anche sui più scettici.

Uno, nessuno e tutti gli altri personaggi

giorgio-faletti-libri

Gli haters hanno puntato il dito principalmente sulla mancanza di originalità. Io uccido è un minestrone di luoghi comuni e di generi super inflazionati. Gli stereotipi più numerosi ed evidenti sono proprio i personaggi.

Per cominciare c’è un agente FBI con vissuto drammatico. A seguire un serial killer che spella le vittime e sfida la polizia al telefono. Ci sono anche un generale losco e il suo letale gorilla. Per finire non manca il ragazzo autistico alla Rain Man.

I “followers” sono ovviamene di diverso avviso. Faletti ha certo usato elementi riconoscibili e familiari. Questa però non è una motivazione valida per condannarlo. Ormai non c’è più nulla di davvero originale. L’importante è adattare gli spunti al proprio stile.

Questo è proprio ciò che ha fatto il caro Giorgio. Ha cioè confezionato un eccellente thriller dando il proprio inconfondibile imprinting personale. Due parole vanno poi spese sui protagonisti.

La scrittura è riuscita a valorizzare ciascuno di loro. Pagina dopo pagina si ha l’impressione di conoscerli davvero. Ognuno ha una storia, pensieri e demoni privati.

Ottimo l’utilizzo del cambio di prospettiva. Stupisce come l’autore abbia saputo creare un ottimo equilibri tra i ruoli. Le parti non sono sbilanciate. Non c’è un solo eroe e comparse intorno. Tutti hanno voce in capitolo e un compito nello sviluppo degli eventi.

Stile e prosa: Io uccido ha davvero meritato il suo successo?

In un romanzo, specie un libro giallo, le descrizioni sono essenziali per comunicare informazioni e trasmettere emozioni. Però a volte qualche autore si lascia prendere la mano. Il timore è forse quello di non riuscire a riportare fedelmente la propria idea sulla carta.

È proprio l’eccessiva accuratezza e meticolosità che a molti non va giù. In Io uccido questo “fenomeno” sembra essere troppo preponderante. Faletti sottolinea ogni particolare, perfino i nomi delle strade e le marche degli oggetti.

Il racconto a tratti diventa un mix tra una pubblicità occulta anni ’80 e Google Maps. I lunghi discorsi introspettivi annoiano e fanno calare la suspense. Per finire l’ausilio delle metafore è spesso talmente invadente da far perdere il filo.

Cosa rispondono i vicini della porta accanto? È compito dello scrittore essere il più possibile chiaro in ciò che racconta. Ogni frase è un elemento in più fornito all’immaginazione. Grazie ai particolari ci si può immergere completamente nell’atmosfera e nella storia.

Senza questi ingredienti il racconto diventa piatto e insapore. In sostanza si riesce solo a sfiorare la superficie senza entrare mai in profondità. Tutta l’opera è una perfetta esibizione di scrittura incalzante e coinvolgente. Il ritmo è in costante crescendo e non cala mai.

Le jeux sont faits! Visto che siamo nel Principato di Monaco ci adeguiamo. A conti fatti Io uccido è senza dubbio frutto di un’ottima operazione di marketing. Tu che opinione ti sei fatta? Merita davvero un posto nell’Olimpo dei libri gialli? Corri a leggerlo e faccelo sapere con un commento.

Le migliori offerte per Io uccido
6,70 7,90€ 40 used from 4,00€
disponibile
Io uccido
Un dee-jay di Radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto, dalla voce artefatta, rivela di essere un assassino. Il fatto viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna...
6,48
non disponibile
Io uccido

0/5 (0 Recensioni)

Lascia un tuo commento personale, ogni tuo suggerimento è ben accetto!

Leave a reply

Peekincity Deals
Logo
Register New Account
Condividi con un amico