Il tribunale delle anime: una lotta tra il bene e il male

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Il tribunale delle anime: una lotta tra il bene e il male
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4,75€ 5,00€

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Il tribunale delle anime: una lotta tra il bene e il male
Il tribunale delle anime: una lotta tra il bene e il male
4,75€ 5,00€
Stile fluido e coinvolgente
Storia interessante e piacevolmente intricata
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Si nasce cattivi o lo si diventa? Questa domanda è il perno intorno a cui ruota la trama de Il tribunale delle anime. Donato Carrisi riprende un tema ricorrente nei suoi romanzi gialli, l’eterno conflitto tra luce e oscurità.

Pubblicato nel 2011, questo libro thriller è il secondo della sua produzione letteraria. Dopo l’eccezionale debutto de Il suggeritore, anche questo titolo conquista il pubblico. Si conferma tra i top gialli della sua stagione e scala le classifiche.

Il volume fa parte del ciclo di “Marcus e Sandra”. Nella serie rientrano anche: Il cacciatore del buio e Il maestro delle ombre. Il racconto è disponibile in formato kindle, audiolibro integrale, copertina rigida e flessibile.

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Il tribunale delle anime: trama prima parte

Marcus non ricorda nulla del proprio passato. Clemente, la sua guida spirituale, gli rammenta la sua missione. Lui è un “penitenziere” e investigatore dall’intuito eccezionale. Sta cercando Lara, una studentessa scomparsa. Il rapitore potrebbe essere un certo Jeremiah Smith, ed è ormai sulle sue tracce.

Però non sa che l’uomo è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Gemelli di Roma. Chi invece vorrebbe non ricordare è Sandra Vega, brillante foto-rilevatrice della polizia. Suo marito David è morto cadendo da un edificio in costruzione. Però lei sene che non è stato un semplice incidente.

Le indagini la portano nella Chiesa capitolina di San Luigi dei Francesi. Qui incrocia un uomo sospetto che però gli sfugge. Si tratta di Marcus.

Quest’ultimo, sempre sulle tracce di Lara, chiede aiuto a un poliziotto in pensione di nome Pietro Zini. Nel frattempo Sandra conosce un funzionario dell’Interpol di nome Shalber. Questi gli rivela che David è stato ucciso perché indagava sui penitenzieri.

Il loro ordine è stato sciolto dal Vaticano ma molti rinnegati hanno proseguito per conto loro. Il loro capo, Devok, era l’unico che conosceva l’identità di tutti ma è stato ucciso. Il Vaticano ha così ha incaricato un prete di nome Clemente di rintracciare gli esuli.

Le ricerche conducono la donna da Zini che combina un incontro con Marcus. I due fanno un accordo. Lui la aiuterà a trovare l’assassino di suo marito, lei cancellerà ogni informazione raccolta su Il tribunale delle anime e i suoi custodi.

Marcus mette le mani sul fascicolo di un altro caso. Si tratta  della confessione di un omicidio e di un suicidio. Chi la scrive è il dottor Alberto Canestrari, morto secondo i giornali per cause naturali. In realtà si è tolto la vita da solo usando una sostanza non rintracciabile chiamata succinilcolina.

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Trama seconda parte

Investigando scopre che tutto porta a un certo Astor Goyash. Costui è collegato ad Alice e Filippo, due bambini spariti tre anni prima. Capisce che Bruno Martini, padre di Alice, e Camilla Rocca, madre di Filippo, vogliono farsi giustizia da soli.

La donna ucciderà per vendetta il nipote di Goyash, a cui è stato trapiantato il cuore si suo figlio. Marcus arriva in tempo per dissuaderla. Il suicidio di Canestrari gli fa balenare un’idea. Jeremiah Smith ha assunto la stessa sostanza per simulare un malore.

Mostra spoiler

Corre all’ospedale Gemelli in tempo per salvare Sandra presa in ostaggio da Jeremiah risvegliatosi dal coma. Si scopre che Camilla tiene nascosta Lara, incinta, su ordine di Jeremiah. Quest’ultimo gli aveva promesso che avrebbe potuto tenere il bambino alla fine.

Sandra cerca di rintracciare Shalber, ma viene a sapere che in realtà il funzionario dell’Interpol è scomparso da un anno. Quello che lei ha conosciuto era un impostore. Prima di dirsi addio la donna confessa a Marcus un peccato di aborto. Lui le offre il perdono che lei non è stata ancora in grado di concedersi.

Un flashback riporta indietro di un anno. A Praga un serial killer uccide le persone e ne assume l’identità. L’ultima vittima è proprio il detective penitenziere che era sulle sue tracce, Marcus. Il trasformista sa che l’unico in grado di smascherarlo è il capo dell’ordine Devok.

Lo uccide, ma prima di morire il sacerdote lo ferisce alla tempia. Il falso Marcus perde la memoria, e si convince di essere il penitenziere di cui ha rubato l’identità. Clemente lo prende sotto la sua protezione e gli affida la missione di ritrovare una ragazza scomparsa di nome Lara.

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Il tribunale delle anime: la seconda vita dei libri thriller religiosi

romanzi gialli

Quando uscì questo volume, i romanzi thriller a sfondo religioso erano già un genere inflazionato. Dopo Angeli e Demoni e Il codice Da Vinci di Dan Brown, c’era poco da inventarsi. Nonostante ciò, Donato Carrisi ci è riuscito lo stesso.

L’argomento della “Penitenzieria Apostolica” era praticamente sconosciuto. Si tratta di un archivio speciale che contiene le confessioni di peccati gravi come l’omicidio. Questa Suprema Corte della Chiesa cattolica è appunto Il tribunale delle anime che dà il titolo al libro giallo.

Tra le altre peculiarità vi è il breve arco temporale entro cui si svolge il racconto. Infatti la vicenda inizia e finisce in soli cinque giorni. Numerosi flashback aggiungono elementi e dettagli che aiutano a comprendere meglio la storia e i personaggi.

A differenza di altri romanzi gialli dell’autore, qui le ambientazioni sono chiare e reali. Spesso lo scrittore sfrutta l’espediente del “luogo non luogo”, senza dare precise coordinate geografiche. A contrario, questa avventura si dipana tra Roma, Milano, Città del Messico, Kiev, Parigi e Praga.

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Cosa ne pensano i lettori

Il tribunale delle anime ha uno stile semplice ma ricco. È tra i libri gialli più articolati dell’autore pugliese, ma è al contempo scorrevole. Carrisi dimostra di sapersi destreggiare benissimo in un intreccio che potrebbe facilmente sfuggire di mano.

Tuttavia alcuni lettori non hanno la sua stessa capacità. Nonostante il successo, è proprio la complessità uno dei punti deboli di questo romanzo. La platea dei lettori è un po’ divisa dal punto di vista del gradimento. Però per altri dettagli è il caso di proseguire con la nostra consueta analisi.

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Differenza tra romanzi gialli complessi e complicati

Alcuni trovano la trama ingarbugliata a causa di troppi sviluppi e personaggi. Tutto questo crea confusione e toglie il piacere della lettura. La qualità del racconto è incostante. Ci sono parti interessanti interrotte da lunghi passaggi lenti e noiosi.

I salti temporali dovrebbero chiarire le vicende presenti. Invece impediscono una fruizione scorrevole della storia. Si ha sempre la sensazione di essersi persi qualcosa tra le pagine. La narrazione è difficile da seguire, e scoraggia ad andare avanti.

La replica dei fan parla di uno stile incisivo e coinvolgente. Il tribunale delle anime è uno di quei romanzi thriller che cattura e non molla più. la trama elaborata non è un espediente per “allungare il brodo”. Ogni fatto fornisce elementi funzionali e necessari per capire meglio la vicenda.

Il bello è che niente è come sembra. Il tutto è un gioco di specchi pieno di suspense e azione. I personaggi sono affascinanti e ben delineati. Non si tratta di un libro difficile ma semplicemente impegnativo. Qui sta la sottile ma considerevole differenza tra “complesso e complicato”. È soltanto un libro che esige completa attenzione, da leggere senza distrazioni.

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Il tribunale delle anime vs Il suggeritore

il tribunale delle anime

Uno degli aspetti più criticati sono le svolte nella trama. Le intuizioni dei protagonisti arrivano praticamente dal nulla. Si tratta di congetture frutto di caso e fortuna. Gli sviluppi e i colpi di scena sono assolutamente pilotati. L’intreccio è inutilmente contorto e macchinoso.

Il risultato è una storia poco spontanea e inverosimile. Ogni evento si piega alle esigenze narrative. Il racconto è dispersivo. Il continuo rimescolamento delle carte è solo fumo che nasconde poca sostanza. Questo libro non è paragonabile al romanzo d’esordio.

A sentire altri, Carrisi è un vero genio. Qualche forzatura a volte è necessaria. Queste però sono decisamente perdonabili rispetto alla grandezza dell’opera. L’autore conosce l’arte perduta della “punteggiatura”. Una componente fondamentale per regolare ritmo e tono del discorso.

La narrazione elaborata serve a chiarire le motivazioni che spingono i personaggi. Per alcuni Il tribunale delle anime è addirittura meglio de Il suggeritore. I personaggi sono più concreti e meno stereotipati. Però in generale sono concordi nel dire che si tratta di lavori decisamente differenti.

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Come spiazzare i lettori di romanzi gialli più accaniti

Non mancano gli appassionati di romanzi gialli, giunti all’ultima pagina esausti e dubbiosi. I lunghi flashback spezzano la continuità della storia. A volte non si ricorda più chi a fatto cosa e quando. C’è poca tensione e tanta banalità. Più si legge più il racconto diventa paradossale e assurdo.

In totale contraddizione c’è chi pensa i retroscena siano proprio la parte più intrigante. Essi rendono la lettura più interessante e coinvolgente. Per questa fetta di pubblico, Il tribunale delle anime è uno dei migliori libri thriller degli ultimi anni.

È un romanzo robusto e intricato ma piacevole e fluido. Mette in difficoltà anche i lettori più navigati ed esperti. Tra colpi di scena spiazzanti e finale aperto, ha tutto quello che si può desiderare dai romanzi gialli.

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Meglio il Carrisi d’esordio o quello più maturo?

Il tribunale delle anime è solo un tentativo fallito di emulare i romanzi gialli di oltreoceano. Questa è la riflessione di quelli a cui il libro non è sembrato un gran che. È così farraginoso da sottrarre bellezza alla storia. Non c’è empatia, coinvolgimento o emozioni.

Mettere troppa carne al fuoco la fa soltanto bruciare. Lo spunto originale dei penitenzieri non è sviluppato adeguatamente né approfondito. Pollice verso in quanto a originalità e concretezza. Come libro d’esordio non avrebbe mai eguagliato il successo de Il suggeritore.

Chiudiamo in bellezza con le “buone notizie”. I fan descrivono il libro come impeccabile e completo. Ogni pagina è messaggio per il lettore che invita ad andare avanti fino all’epilogo. Con questo libro Carrisi ha raggiunto la piena maturazione come scrittore.

La lista dei libri thriller consigliati da noi si arricchisce con una altro straordinario titolo. Il tribunale delle anime ti farà letteralmente saltare sulla poltrona. Siamo così sicuri della nostra scelta che aspettiamo fiduciosi un tuo commento.

Il tribunale delle anime
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disponibile
Il tribunale delle anime. La trilogia di Marcus

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