Il nome della rosa: uno dei romanzi storici più belli

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Il nome della rosa: uno dei romanzi storici più belli
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29,80€

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Il nome della rosa: uno dei romanzi storici più belli
Il nome della rosa: uno dei romanzi storici più belli
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Scrittura elegante ed avvincente
Immersivo e affascinante
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Difficile scrivere qualcosa su Il nome della rosa che non sia stato già detto. Da vari punti di vista questo romanzo è padre di molti libri storici, filosofici e gialli. È allo stesso tempo figlio di altrettanti capolavori che sono serviti come traccia e ispirazione.

Edito nel 1980, il racconto costituisce l’esordio narrativo di Umberto Eco. Seguono in ordine: Il pendolo di Foucault, L’isola del giorno prima, Baudolino, La misteriosa fiamma della regina Loana, Il cimitero di Praga e Numero zero.

L’opera prima dell’autore è stata tradotta in più di 40 lingue ed ha venduto oltre 50 milioni di copie. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Strega nel 1981.Nel 2012 lo scrittore ha pubblicato un versione alternativa “riveduta e corretta”.

Da maggio 2020 è in vendita una edizione corredata da disegni e appunti del progetto originale. Il nome della rosa è disponibile in formato kindle, audiolibro integrale, CD-ROM, copertina rigida e flessibile.

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Trasposizioni e adattamenti de Il nome della rosa

Il nome della rosa è noto anche per la popolare trasposizione cinematografica firmata da Jean-Jacques Annaud. La pellicola vede come interpreti Sean Connery, Christian Slater e F. Murray Abraham.

Nel 2019 il romanzo storico è divenuto anche una miniserie tv diretta da Giacomo Battiato. Nei panni dei protagonisti: John Turturro, Damian Hardung e Rupert Everett. L’adattamento radiofonico è andato in onda su Rai Radio 2 nel 2009.

Nel 2017 è stata messa in scena una versione teatrale. Leo Muscato ha curato la regia, mentre la sceneggiatura è di Stefano Massini. Il romanzo ha fornito spunto per tavole a fumetti come Zagor, Le Storie e Topolino.

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Il nome della rosa: guida alla lettura

il nome della rosa

Come accennato, il libro è un crocevia tra romanzi storici, thriller e di filosofia. Possiede più livelli di lettura. Ogni “spettatore”, in base al proprio gusto e background culturale, può cogliere diversi aspetti e riferimenti. In pratica ne Il nome della rosa, si trova ciò che si cerca. Si vede ciò che si vuole o che si riesce a vedere.

L’espediente del manoscritto ritrovato, accomuna il libro ad altre opere famose. Esempi lampanti sono: I promessi sposi di Alessandro Manzoni o L’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.

Oltre confine vengono in mente anche Ivanhoe di Walter Scott, e Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Altro dettaglio curioso è lo sviluppo della vicenda.

Gli avvenimenti si snodano su un arco temporale di 7 giorni. Ognuno di essi è suddiviso secondo l’alternarsi delle ore nella tradizione benedettina (mattutino e laudi, ora terza, ora sesta, ora nona, vespri, compieta).

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Trama de Il nome della rosa (spoiler)

Fine novembre del 1327. Un monastero dell’Italia settentrionale ospita un delicato convegno ecclesiastico. Ci saranno gli inviati del Papa Giovanni XXII e una rappresentanza  francescana, sostenitori dell’Imperatore Ludovico.

Di quest’ultima fanno parte il frate Guglielmo da Baskerville, accompagnato dal novizio Adso da Melk. Il loro arrivo è funestato dalla morte del miniatore Adelmo da Otranto. La tragedia rischia di far saltare l’incontro diplomatico.

Così l’Abate Abbone da Fossanova incarica Guglielmo di far luce sui fatti. Tuttavia la catena di lutti proseguirà con Venanzio da Salvemec, traduttore dal greco. Stessa sorte toccherà all’aiuto bibliotecario Berengario da Arundel.

Entrambi i corpi presentano lingue e polpastrelli neri, quindi si sospetta veleno. Presso il monastero vivono anche il ramingo Salvatore e il cellario Remigio. Costui usa profferte di cibo per ottenere favori sessuali da una giovane contadina del posto.

Adso se ne invaghirà e con lei conoscerà i piaceri della carne. Le attività “sospette” di Remigio, Salvatore e della ragazza vengono scoperte dalla delegazione papale. L’inquisitore Bernardo Gui li accusa di stregoneria e di aver assassinato i monaci.

I tre verranno condannati e messi al rogo, ma i delitti proseguono. Moriranno l’erborista Severino da Sant’Emmerano e il bibliotecario Malachia da Hildeshein. Le indagini riveleranno che è in atto un lotta di potere per le successioni tra bibliotecari e abati.

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Il filo conduttore è un libro misterioso che uccide e per cui uccidere. A custodirlo è il vecchio Jorge de Burgos, che ne ha intriso le pagine di una sostanza mortale. Si tratta del secondo libro della Poetica di Aristotele, incentrato sulla commedia e sul riso, che il monaco giudica eresie.

L’epilogo vede fronteggiarsi proprio Guglielmo, Adso e il vegliardo cieco che pur di serbare il segreto decide di bruciare il libro, scatenando un incendio che divorerà la biblioteca-labirinto e l’intera abazia.

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In nome della rosa: il mistero del titolo

romanzi storici

Ancora oggi a distanza di 40 anni, molti si chiedono da dove Umberto Eco abbia tratto il titolo. In sostanza la domanda è: qual è Il nome della rosa? Complesso il libro, complessa la risposta. Il riferimento è al frequente uso dell’iconico fiore nella simbologia medievale e in molti libri storici.

Tra le numerose fonti a cui l’autore ha attinto, vi è il De contemptu mundi di Bernardo Morliancense. Quest’opera contiene il verso in latino “Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus”. La frase tradotta è: “La Roma, che era, ora esiste solo nel nome, noi possediamo soltanto nudi nomi”.

Eco ha sostituito la parola “Roma” con “rosa”. Il significato è la caducità della vita e delle cose, quando al temine di tutto ne resta solo il ricordo. Nella trasposizione cinematografica il regista ha dato una diversa interpretazione, forse più abbordabile.

Infatti esso viene assimilato a alla ragazza di cui si innamora il giovane Adso. Egli ormai anziano narra vicende lontane nel tempo. Tuttavia non ha mai dimenticato il suo unico amore, di cui però non ha mai conosciuto “il nome”.

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L’opinione degli appassionati di libri storici e non solo

Il nome della rosa è come si suol dire “per molti ma non per tutti”. L’importanza dell’opera e l’autorevolezza del suo scrittore, suscitano spesso timore reverenziale. Quindi anche quelli a cui il libro è sembrato più ostico, si mostrano meno spietati del solito.

Gli adoratori ne parlano come uno dei romanzi storici più belli mai letti. Tuttavia, al di là delle lodi, non manca chi ha scelto di schierarsi un po’ fuori dal coro. Il primo fra tutti è lo stesso Umberto Eco.

Il filosofo descrive la sua creatura come un “libro sopravvalutato”, preferendo altri della sua produzione. Falsa modestia o vera autocritica? Questo interrogativo purtroppo è destinato a rimanere inevaso.

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L’eco…di Eco

migliori romanzi storici

Alcuni descrivono Il nome della rosa come prolisso e pretenzioso. L’aggettivo più frequente in verità è “pesante”. Usando un gioco di parole si potrebbe dire che “l’eco di Eco” riecheggia in ogni pagina. La sua ombra si allunga su ciascuna parola.

Si tratta di una pura esibizione di sapere attraverso citazioni e dissertazioni troppo ingombranti. Dove dovrebbe prevalere la creatività del narratore viene fuori l’erudizione del semiologo e del saggista.

Altri raccontano di un’intensa esperienza vissuta grazie alla voce di un genio del ‘900. Stupenda è la tensione e il senso della scoperta che si accompagna ad ogni capitolo. La scrittura densa crea un’atmosfera suggestiva che avvolge e non abbandona più.

Questo è un romanzo che parla della potenzia dei libri storici e di tutti gli altri in genere. Prima lento e poi veloce, il racconto si fa prima degustare e poi divorare. È un mix tra prodotto mainstream e didattico. Ha una struttura atipica, multiforme, perfetta.

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Libri storici: tra intrattenimento e insegnamento

Chi non ha gradito o compreso Il nome della rosa, ne parla come di un volume eccessivamente criptico. Non è adatto a chi vuole immergersi nella lettura ma a chi vuole dedicarsi allo studio. I libri storici contengono spesso rimandi ad altre fonti. Qui però ce ne sono troppe, e sugli argomenti più disparati.

Ciò compromette il flusso della trama e finisce per annoiare. Un libro è un mezzo di divulgazione, quindi non ha senso renderlo poco accessibile. Un’opera letteraria risulta valida quando riesce ad arrivare al maggior numero di persone. Tutti ciò veicolando il messaggio in modo adeguato.

Di altro avviso è chi invece pensa che un libro non debba svendersi e scendere di livello. Piuttosto il suo ruolo è quello di stimolare il lettore ad elevare il proprio registro interpretativo.

Il romanzo di Eco non è inaccessibile ma solo impegnativo. A metà tra intrattenimento e insegnamento, è tutt’ora uno dei migliori romanzi storici di tutti i tempi.

Non c’è nulla di male a pretendere un grado più alto di attenzione. A prescindere da questo il racconto è ugualmente scorrevole e avvincente. È pieno di spunti di riflessione e di colpi di scena. Non si potrebbe desiderare trama più ricca con intrighi, giochi di potere, delitti e segreti.

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L’omaggio di Eco a Sir Arthur Conan Doyle

romanzo storico

Tra i detrattori de Il nome della rosa, c’è chi prima di tutto non ama la figura di Umberto Eco. Per la proprietà transitiva anche i suoi personaggi di carta non convincono. Guglielmo da Barckerville e Adso, altro non sono che brutte copie di Sherlock Holmes e Watson.

Ciò dimostra come l’autore abbia plagiato e saccheggiato da altri libri storici e di vario genere. La mancanza di originalità emerge e diventa palese. Questo è uno dei difetti più evidenti di un’opera che avuto un successo immeritato.

Altri affermano che non è certo un mistero che Eco si sia ispirato ai racconti di Arthur Conan Doyle. Lo stesso nome di Guglielmo è un omaggio al romanzo “Il mastino dei Baskerville”. Ciò prova solo che la formazione dell’autore è davvero vastissima e variegata.

Per un uomo di cultura, ogni libro letto è come uno scalino usato per arrivare un po’ più in alto. A parte questo, degne di nota sono le bellissime ambientazioni. I personaggi hanno caratterizzazioni efficaci, perfino quelli secondari.

Il nome della rosa dovrebbe essere tra i romanzi storici consigliati nelle scuole. Spesso si parla di libri da leggere almeno una volta nella vita. Questo invece ne merita molte di più. Quando viene riletto diventa migliore, perché migliore diviene il lettore e la sua capacità di comprenderlo.

Il nome della rosa è uno dei migliori romanzi storici da leggere ad ogni età. Per alcuni, approcciarsi al suo testo è stato come scalare una montagna. Per altri è stato come farsi trasportare dalla corrente del mare. Che tipo di esperienza è stata o sarà per te? Non ti resta che scoprirlo o raccontarcelo con un commento

Il nome della rosa
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