Cambiare l’acqua ai fiori: un romanzo travolgente

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libro cambiare l'acqua ai fiori
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17,10€ 18,00€

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Cambiare l’acqua ai fiori: un romanzo travolgente
Cambiare l’acqua ai fiori: un romanzo travolgente
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Storia semplice e allo stesso tempo originale
Scrittura delicata ma intensa
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cambiare l'acqua ai fiori

Può un cimitero, da sempre associato alla morte, diventare un luogo di rinascita? La risposta è il romanzo di Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori. La data di pubblicazione risale al febbraio del 2018. Per il grande riscontro di pubblico conquista il Prix Maison de la Presse e il Prix Jules-Renard.

In Italia però arriva solo nel luglio 2019. Per capire la portata del successo è sufficiente “dare i numeri”. Nella prima settimana sfiora le 10mila copie. A settembre 2020 questa cifra sfonda il tetto delle 180mila! Dopo quasi due anni è ancora tra i titoli più venduti nei maggiori book store.

Questa è la seconda opera dell’autrice francese che ne conferma e consacra il talento. Quella d’esordio è Il quaderno dell’amore perduto (2015). Il libro è disponibile sia in versione kindle che in formato tradizionale con copertina flessibile.

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Trama del libro Cambiare l’acqua ai fiori

Le persone muoiono davvero solo quando tutti se ne dimenticano. Lo sa bene Violette Toussaint che fa la guardiana al cimitero di Brancion-en-Chalon in Francia . Lei è la custode del retaggio di chi lascia questo mondo. Si prende cura della memoria dei morti, e così pure del passato dei vivi.

Condivide la sofferenza di chi perde i propri cari e gli dona conforto. Tra i suoi compiti c’è tenere in ordine le tombe. Cambiare l’acqua ai fiori li fa durare più a lungo. In questo modo li tiene vivi, proprio come i ricordi. Lo fa perché questo è una specie di processo di guarigione. Dedica il suo tempo ad ascoltare le storie degli altri.

Però la sua non la conosce quasi nessuno. L’unico è Sasha, l’ex responsabile della necropoli. Lui sa della Violette abbandonata alla nascita, dell’infanzia in affido senza mai essere adottata. È al corrente di Philippe, suo marito assente e infedele, conosciuto quando lei aveva solo 17 anni.

Sa del loro matrimonio infelice, del rapporto tossico con dei suoceri autoritari e invadenti. Sa del peso doloroso della loro figlioletta Lèonine e della fuga di lui. Un giorno conosce Julien Seul, poliziotto di Marsiglia. L’uomo bussa alla porta di Violette con una richiesta insolita.

Sua madre Irène Fayolle, da poco scomparsa, vuole essere sepolta accanto alla tomba dello sconosciuto Gabriel Prudent. Le ragioni di queste ultime volontà sono un mistero. La defunta lascia tutto in un diario. Attraverso di esso Violette e Julien ripercorreranno la vita di due amanti segreti.

Allo stesso tempo rimetteranno in gioco anche le loro, rivangando piccole gioi e grandi dolori. Il segreto della forza di Violette è non provare rancore verso la vita che l’ha ferita. Lei sa che per trovare la felicità, non si deve avere paura della tristezza.

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Cosa aspettarsi dal libro che non ti aspetti

Cambiare l’acqua ai fiori è tante esperienze tutte insieme. L’intreccio di storie e i diversi piani narrativi sono la sua struttura ma pure la sua natura. L’opera è un vero trattato sull’empatia e la resilienza. Inoltre parla di sentimenti e “ai sentimenti”. Descrive il valore delle scelte e quello delle piccole cose.

Un attimo prima è un romanzo rosa, quello dopo è un libro giallo. È fatto a strati, da rimuovere uno dopo l’altro fino al cuore. Ogni capitolo comincia con una epigrafe funeraria. Quelle iscrizioni commemorano la morte delle persone. Tuttavia sono sempre troppo brevi per riassumerne la vita.

Molti paragonano il personaggio di Violette a Renée de L’eleganza del riccio. Le due donne condividono la forza, la personalità complessa e l’essere molto più di quanto appare. Il vero fulcro però è la tomba come “monumento  alla reminiscenza”.

Che Valérie Perrin lo sappia o meno, questo è il motivo conduttore di Dei Sepolcri di Ugo Foscolo. Pure il libro Cambiare l’acqua ai fiori offre una diversa prospettiva della fine. Ne restituisce un’idea più serena e confortante.

Si parla spesso dell’importanza di vivere il presente. Il motivo è che spesso il passato è come un peso. Ma altre volte è l’unica cosa che aiuta a immaginare un futuro.

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L’opinione dei lettori

libri più letti

Il successo di Cambiare l’acqua ai fiori non è proprio un plebiscito, ma poco ci manca. Le vere incognite dei libri sono lo stato d’animo e il pregiudizio di chi li legge. Alcuni di essi hanno però il potere di cambiarli. In pratica persuadono pure i più scettici.

Stando al suo successo, il romanzo della Perrin è uno di questi. Tuttavia non mancano pure i delusi. Il testo è un continuo avanti e indietro di flashback. Sta al lettore il compito di mettere a posto i pezzi del mosaico. Il problema è che non tutti ne hanno la pazienza.

Ad ogni modo è innegabile il suo stile efficace e potente. C’è chi lo sfoglia in negozio e poi non smette fino a casa. Il romanzo nasce nell’epoca di recensioni, forum e social. Però dilaga specialmente grazie al buon vecchio passaparola. Noi come sempre restiamo imparziali. Ma a giudicare dal clamore, c’è da dispiacersi per il libro che leggerai dopo di questo!

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Cambiare l’acqua ai fiori: la forza della semplicità

Per molti il libro della Perrin è a metà tra una truffa e un inganno. Ci si aspetta un racconto stupendo e invece se ne scopre uno banale. È un romanzetto rosa intriso di sentimenti a buon mercato. Più che talento, l’autrice dimostra furbizia nel toccare le giuste corde dell’emotività.

Inoltre la storia spreca l’ambientazione originale e suggestiva del cimitero. Non rappresenta il tema della morte con adeguata efficacia e dignità. Ci sono troppi fastidiosi luoghi comuni. Si vive in costante stato di attesa di qualcosa che non accade mai. Per finire, nello sviluppo della trama Cambiare l’acqua ai fiori è lento e noioso

Di parere opposto è chi di questo romanzo ama ogni sfaccettatura. Solo gli occhi poco esperti confondono la semplicità con la banalità. La sua forza è proprio l’autenticità di un messaggio che arriva a tutti. È un piccolo gioiello che spiazza grazie al linguaggio poetico ma diretto.

Si tratta di un’opera dolce ma mai stucchevole. Contiene parole che accarezzano l’anima e la riscaldano. “Parla” letteralmente al cuore mentre viene letto.

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Tante ispirazioni fanno un’unica grande idea?

Valérie Perrin usa e abusa l’espediente dell’aforisma e della citazione ad effetto. Il risultato è una serie interminabile di frasi fatte, da “biscotto della fortuna”. Questa è una delle critiche più frequenti da parte dei detrattori del romanzo. Ciò che passa per saggezza e profondità in realtà è solo ovvietà e superficialità.

Il flusso scorrevole del racconto è di continuo interrotto da storie parallele tutte uguali. Mette insieme così tanti argomenti da smarrire quello centrale. Un occhio acuto però si accorge che è un trucco per nascondere la povertà di contenuti. In sostanza l’autrice tenta di fornire molte piccole deboli ispirazioni perché non è capace di produrre un’unica buona idea.

C’è poi chi, dopo la “cotta” per Il quaderno dell’amore perduto, si innamora di Cambiare l’acqua ai fiori. Questi descrivono un’esperienza incredibile e appagante. Il romanzo apre una porta sul mondo delle emozioni. Esorcizza la morte e la trasforma in una normale fase dell’esistenza.

La scrittura, acuta e lineare, strega già dalle prime pagine. L’autrice francese crea un’opera complessa nell’architettura ma chiara nel messaggio. È un libro che si legge tutto ad un fiato, e lo toglie del tutto con l’ultima pagina.

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Leggere attentamente “le apparenze”

Tante storie vuol dire pure molti personaggi. Tuttavia qualcuno pensa che questo sia proprio uno di punti deboli del romanzo. Sia i protagonisti che le comparse sono stereotipi. Le loro figure sono troppo nette, senza spazio per la via di mezzo. Tra le parti meno convincenti ci sono i lunghi monologhi individuali.

Durante queste intense confessioni c’è l’assenza totale dell’interlocutore. Inoltre l’intreccio di coincidenze, troppo perfetto, rende tutto forzato e inverosimile. A un testo “pieno di nulla” manca la vera introspezione degli attori. Così lungo e prolisso, il libro lascia una sensazione di tempo sprecato.

Si sa però che il bicchiere può anche essere mezzo pieno. Questo punto di vista lo condivide chi definisce Cambiare l’acqua ai fiori un vero capolavoro. Fa ridere e commuovere, mostrando sfumature dal comico al tragico. All’inizio i personaggi sono difficili da inquadrare.

Poi però si lasciano scoprire e conoscere a fondo. Quello della Perrin è un’opera che si svela poco a poco. Ogni pagina è come un velo che rivela nuove verità. La lentezza di alcuni passaggi è intenzionale e necessaria. Soltanto così si colgono i significati dietro le apparenze.

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Cambiare l’acqua ai fiori: tra Harmony e Spoon River

Tra le voci nel coro c’è quella di chi accusa l’autrice di confezionare testi fatti solo per vendere. Cambiare l’acqua ai fiori ha il tono di una sceneggiatura da serie tv. Questa raccolta di pensieri alla rinfusa, assomiglia molto ai romanzi della Harmony. Per finire, i continui salti temporali costringono il lettore a ricollocare fatti e persone perdendo il filo del discorso.

Dalla collana commerciale per eccellenza si passa al paragone tra Cambiare l’acqua ai fiori e Spoon River. Il racconto della Perrin e l’Antologia di Edgar Lee Masters hanno in comune due elementi. Il primo è la musicalità poetica. Il secondo è lo spessore letterario.

Ora che hai sentito tutte le voci e le opinioni, puoi fartene una tua. Siamo davvero curiosi di conoscere il tuo parere su questo libro così inconsueto e popolare. Buona lettura, e non dimenticare di lasciarci un commento.

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